I migliori film di fotografia

blog, film e documentari, Parlando di fotografia

BANG BANG CLUB
l Bang Bang Club era il nome dato a quattro giovani fotografi, Greg Marinovich (Ryan Phillippe), Kevin Carter (Taylor Kitsch), Ken Oosterbroek (Frank Rautenbach) e Joao Silva (Neels Van Jaarsveld), perché si trovavano sempre in mezzo alle sparatorie, o al “bang-bang”, come le chiamano la gente del posto ha detto.

Testimoniando le ingiustizie causate dai lacchè di F.W. de Klerk, questi giovani uomini sapeva che la verità doveva venire fuori. Alimentati dall’adrenalina e dallo sdegno morale, hanno rischiato la loro vita per documentare gli orrori della guerra civile che hanno straziato la nazione. Con l’aiuto di Robin (Malin Akerman), il loro pratico editore fotografico, le loro foto hanno aiutato a concentrare l’attenzione del mondo sulla situazione del Sud Africa e a galvanizzare l’opinione pubblica internazionale per porre fine all’apartheid. Greg Marinovich e Kevin Carter hanno vinto un Premio Pulitzer per il foto-giornalismo, ma gli orrori di cui furono testimoni sono stati un pedaggio devastante.

BLOW UP – di Michelangelo Antonioni (1966). Un fotografo nella swingin’ London della metà degli anni ’60 se la spassa fra servizi di moda, modelle e dolce vita londinese. Un giorno al parco fotografa una coppietta, per scoprire in seguito – tornando al parco nottetempo – che in quelle immagini si nasconde un terribile segreto. Un film sulla fotografia che è una vera e propria fotografia della vita londinese. Antonioni mette in scena una pseudo tragedia che ben ricalca l’idea di rappresentazione insita nel concetto fotografico. Il cadavere c’è? Esiste l’oggetto fotografato o è solo un’illusione dei sensi procurata dallo strumento meccanico che dà vita alla rappresentazione?

FUR – Un Ritratto Immaginario Di Diane Arbus (2006) di Steven Shainberg. La solitaria casalinga Diane Arbus, (Kidman), dalla finestra del suo immacolato appartamento di New York, viene catturata dalla vista di uno strano e mascherato individuo giù in strada. Si tratta del nuovo e misterioso vicino di casa, Lionel Sweeney (Downey Jr.). Diane viene così trascinata in un viaggio che la porta a sbloccare i suoi segreti più profondi e risvegliare il suo straordinario genio artistico.

ONE HOUR PHOTO – di Mark Romanek (2002). Sy Parrish (Robin Williams) è uno scialbo dipendente di un laboratorio di sviluppo fotografico di un centro commerciale. In tanti anni di lavoro è venuto a conoscenza della storia e le abitudini dei suoi clienti. Un’attenzione particolare la dedica alla famiglia Yorkin, una giovane coppia con un bambino, colando fantasie ossessive sulla loro vita felice. Ma proprio una foto gli rivelerà che la serenità che invidia e ammira è solo apparente. La rabbia di Seymour, a lungo repressa, esploderà in modo inaspettato.

LA FINESTRA SUL CORTILE – (Rear Window) di Alfred Hitchcock (1954). Un fotoreporter di successo, L.B. “Jeff” Jeffries (Stewart), è costretto su una sedia a rotelle da una frattura alla gamba sinistra riportata in un incidente di lavoro. Immobilizzato nel proprio appartamento e annoiato per la forzata inattività, Jeff inizia a osservare i suoi vicini di casa, servendosi di un binocolo e della propria macchina fotografica con teleobiettivo.

OCCHIO INDISCRETO (The Public Eye) di Howard Franklin (1992). New York, 1941: Leon (“Bernzy”) Bernstein, fotoreporter di cronaca nera, si fa coinvolgere, per amore di una donna, nella guerra tra bande della malavita italoamericana.

PROFESSIONE REPORTER – (The Passenger) di Michelangelo Antonioni (1975). David Locke, un giornalista di successo, lanciatissimo nella professione ma ormai sazio e annoiato dalla vita, scopre un giorno l’opportunità di ricominciare tutto daccapo: rinvenuto il cadavere di un uomo che gli somiglia, inscena una finta morte e assume l’identità del defunto.

SOTTO TIRO – (Under Fire) di Roger Spottiswoode (1983). In Nicaragua per lavoro, un fotografo ed una coppia di giornalisti americani si trovano coinvolti nella rivoluzione sandinista e decidono di aiutare attivamente la guerriglia rivoluzionaria.

SALVADOR – di Oliver Stone (1986). In Salvador donne, uomini e bambini vengono brutalmente massacrati durante una sanguinosa guerra civile. È una situazione spaventosa ma perfetta per Richard Boyle, un disilluso reporter di guerra, la cui carriera fallimentare ha assolutamente bisogno di uno scoop. Armato della sua macchina fotografica, Boyle raggiunge il fronte cercando di rubare immagini di angoscia ed orrore, atroci ma preziose. Ma ad ogni foto che scatta, il tragico spettacolo della sofferenza umana fa rinascere in lui il senso della compassione, da tempo dimenticato.

MY LITTLE PRINCESS di Eva Ionescu (2011). Violetta, una bambina di dieci anni, è stata cresciuta dalla nonna rumena arrivata in Francia quarant’anni prima. La routine della vita delle due viene rotta sporadicamente dalle visite di Hannah (Isabelle Huppert), madre della bambina e aspirante fotografa. Durante questi incontri, l’evasiva madre chiede alla figlia di posare per degli scatti che si rivelano sempre più provocanti.

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...