Vuoi fotografare? Lascia la fotocamera e vivi.

blog, Retroscena del Ritratto

Un titolo provocatorio? Non direi, anzi credo nasconda il segreto per fare delle foto autentiche.
Un giorno ho guardato un film, una commedia, di per sé il film non mi ha colpito particolarmente, ma una frase è stata fonte di riflessione, anzi di illuminazione riguardo ad un concetto che condivido in pieno. La storia ruota intorno ad un padre separato e scrittore di successo che cresce i suoi due figli, una ragazza e un ragazzo entrambi adolescenti ed entrambi con la passione della scrittura. La figlia più grande ha un carattere ribelle, indipendente e vive ogni istante al massimo, non curandosi del parere altrui, vive ogni occasione che la vita le presenta; ha già scritto un paio di libri di successo.
Il figlio minore ha un carattere riservato, solitario, maturo, è molto diligente a scuola forse troppo e non ha amici né ragazze. Il tempo libero lo passa sempre da solo tentando di scrivere anche lui un romanzo senza però riscontri.
Il padre in un passaggio del film lo esorta a chiudere i libri di scuola e il romanzo e vivere di più, perché solo vivendo, cadendo e provando emozioni sarà poi in grado di raccontare ciò che ha vissuto in prima persona e di lasciarsi andare, correre dei rischi.
Effettivamente il suggerimento non fa una piega, è logico e di buon senso, ma quanti di noi, nella nostra vita, lo mettiamo in pratica soprattutto se ci occupiamo di arte o di comunicazione ?
Come fai a raccontare le sfumature delle emozioni se non le hai vissute?
Come fai ad intuire o immaginare uno stato d’animo, un’insicurezza, la fragilità, la forza, la rabbia, la vulnerabilità che vedi nel soggetto da ritrarre se vivi nella tua fortezza fatta di certezze, di giudizi stanti e mai messi in discussione?
E ancora…
«L’arte del romanzo mi ha insegnato che condividendo le nostre segrete vergogne diamo avvio alla nostra liberazione».
 [cit. Orhan Pamuk ] – premio Nobel 2006
Essere fotografi, scrittori, musicisti, artisti in genere, significa prendere coscienza delle proprie ferite interiori e raccontarle agli altri che le riconoscono per averle provate in prima persona, magari senza esserne consapevoli.
Non solo quindi il vivere la vita ci permette di conoscerci meglio come persone e poi come comunicatori di emozioni, ma ci permette tante volte di liberarci, perché sappiamo bene quanto le certezze spesso siano gabbie rassicuranti che noi stessi ci creiamo, ma liberarcene attraverso l’arte, la fotografia spesso è molto liberatorio.

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