provini a contatto 1

Analogico - darkroom, blog, Parlando di fotografia
Nei precedenti articoli abbiamo visto come sviluppare la pellicola.
Per valutare con calma che fotogramma stampare, è molto utile il provino a contatto, un foglio in cui ci sono 7 strisce di 6 fotogrammi ciascuna, così da poter visualizzare tutto il rullino sviluppato con calma e con una lente d’ingrandimento.
Il provino permette una migliore archiviazione delle fotografie: se sei alla ricerca di un certo scatto puoi cercarlo nei fogli dei provini a contatto: si vedono meglio, sono in positivo e non si rischia di rovinare il negativo a forza di toccarlo con le dita.

Offre una serie di informazioni utili per la stampa:  dettagli sulle ombre, sulle luci, il tipo di contrasto, la messa a fuoco ecc.
Sul provino si possono segnare degli appunti sul retro o sul fronte e ti permette di fare una bella selezione degli scatti migliori, economizzando così il costo delle stampe realizzate.
Come si fanno? Serve questo occorrente:
-un foglio di carta da stampa sufficientemente grande da contenere tutte le strisce di un rullino, un 36 pose tagliato in 7 strisce da 6 fotogrammi sta in un foglio 24×30
-un vetro pulito e sufficientemente grande da coprire il foglio di carta sensibile.
-l’ingranditore
-Il necessario della camera oscura per la stampa.
Ho letto in internet che consigliano un foglio di gommapiuma o neoprene sottile da mettere sotto al foglio di carta sensibile, possibilmente di colore nero.
Si prende il foglio di carta e al buio (luce di sicurezza) si stende su un piano; se si ha il foglio di gommapiuma o neoprene si usa questo come base per il foglio di carta sensibile.
Con delicatezza si sfilano le striscie di pellicola dalle buste protettive e tenendole solo per i bordi si sistemano sul foglio di carta sensibile con l’accortezza che il lato emulsionato della pellicola (quello opaco) sia a contatto con il lato emulsionato della carta da stampa e che non si sovrapponagano tra di loro.
Si copre il tutto con il vetro, che se è un po’ spesso e pesante è meglio, così tiene bene a contatto le striscie di pellicola con la carta.
Si accende la luce bianca per l’esposizione, meglio se prima si fa un provino di esposizione. Se si usa un ingranditore si prepara il tutto direttamente sul piano dell’ingranditore,
si sviluppa, arresta, fissa, lava, asciuga come una qualsiasi stampa.
Si possono usare anche i fogli trasparenti dove si raccolgono i negativi, tuttavia se usiamo questo accorgimento, da una parte ci metteremo meno tempo, dall’altra i fotogrammi saranno meno a fuoco.

La prossima settimana voglio provare con il vetro preso da una cornice per una fotografia.

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