Custodire i negativi

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Una volta che abbiamo sviluppato il nostro negativo, dobbiamo avere cura e attenzione nel custodirlo affinché non si sporchi di polvere o di impronte.

Un modo utile ed economico può essere rappresentato dai fogli ad anelli della Hama, fatti in carta cerata o plastica, con 7 tasche per strisce di pellicola con 6 fotogrammi da 24×36 mm ciascuna, e un raccoglitore da ufficio dove inserire questi fogli.

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PROVINI A CONTATTO

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Nei precedenti articoli abbiamo visto come sviluppare la pellicola.
Per valutare con calma che fotogramma stampare, è molto utile il provino a contatto, un foglio in cui ci sono 7 strisce di 6 fotogrammi ciascuna, così da poter visualizzare tutto il rullino sviluppato con calma e con una lente d’ingrandimento.
Il provino permette una migliore archiviazione delle fotografie: se sei alla ricerca di un certo scatto puoi cercarlo nei fogli dei provini a contatto: si vedono meglio, sono in positivo e non si rischia di rovinare il negativo a forza di toccarlo con le dita.
Offre una serie di informazioni utili per la stampa:  dettagli sulle ombre, sulle luci, il tipo di contrasto, la messa a fuoco ecc.
Sul provino si possono segnare degli appunti sul retro o sul fronte e ti permette di fare una bella selezione degli scatti migliori, economizzando così il costo delle stampe realizzate.
Come si fanno? Serve questo occorrente:
-un foglio di carta da stampa sufficientemente grande da contenere tutte le strisce di un rullino, un 36 pose tagliato in 7 strisce da 6 fotogrammi sta in un foglio 24×30
-un vetro pulito e sufficientemente grande da coprire il foglio di carta sensibile.
-l’ingranditore
-Il necessario della camera oscura per la stampa.
Ho letto in internet che consigliano un foglio di gommapiuma o neoprene sottile da mettere sotto al foglio di carta sensibile, possibilmente di colore nero.
Si prende il foglio di carta e al buio (luce di sicurezza) si stende su un piano; se si ha il foglio di gommapiuma o neoprene si usa questo come base per il foglio di carta sensibile.
Con delicatezza si sfilano le striscie di pellicola dalle buste protettive e tenendole solo per i bordi si sistemano sul foglio di carta sensibile con l’accortezza che il lato emulsionato della pellicola (quello opaco) sia a contatto con il lato emulsionato della carta da stampa e che non si sovrapponagano tra di loro.
Si copre il tutto con il vetro, che se è un po’ spesso e pesante è meglio, così tiene bene a contatto le striscie di pellicola con la carta.
Si accende la luce bianca per l’esposizione, meglio se prima si fa un provino di esposizione. Se si usa un ingranditore si prepara il tutto direttamente sul piano dell’ingranditore,
si sviluppa, arresta, fissa, lava, asciuga come una qualsiasi stampa.
Si possono usare anche i fogli trasparenti dove si raccolgono i negativi, tuttavia se usiamo questo accorgimento, da una parte ci metteremo meno tempo, dall’altra i fotogrammi saranno meno a fuoco.

La prossima settimana voglio provare con il vetro preso da una cornice per una fotografia.

DARKROOM: STAMPA DELLA PELLICOLA

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Abbiamo visto come sviluppare una pellicola , ora vediamo come stamparla. In questo articolo daremo delle informazioni generali sul come iniziare, ma per poter approfondire in modo esaustivo l’argomento è consigliabile seguire un corso pratico per conoscere le varianti del processo di stampa.
Materiale necessario:
Rivelatore Ilford Multigrade
Arresto e
 Fissaggio (entrambi che abbiamo usato per lo sviluppo)
Carta politenata multigrade IV perlata 30×40 oppure 12,7 x 17,8 (dimensione cartolina) : nel primo caso è utile anche per fare i provini a contatto, nel secondo caso la dimensione è “cartolina” e costa di meno.

 

Ci sono due tipi di carta: politenata e baritata, la 2° è decisamente più pregiata ma se si è all’inizio la politenata va benissimo perché più economica.
Serve un ingranditore, una lente per l’ingranditore, i filtri di contrasto Multigrade della  Ilford , una lampadina rossa acquistabile anche al brico, un focometro che ingrandisce l’immagine e permette di valutare la grana e la messa a fuoco dell’immagine, un timer collegato all’ingranditore che spegne in modo automatico l’ingranditore stesso, 3 vaschette, il termometro ad alcol per misurare gli acidi, 3 pinzette, 3 bottiglie di plastica per conservare gli acidi, una corda e delle mollette per appendere le stampe, un cronometro.
Prepariamo gli acidi per un litro e non 300ml come nel caso dello sviluppo, le indicazioni successive sono valide per rullino rullino HP5plus e Kodak 400 Tmax; temperatura sempre 20°.
Rivelatore: 1+9 = 100 + 900 di acqua
Arresto: 1+19 = 50 + 950 di acqua
Fissaggio: 1+4= 200 + 800 di acqua

Prendiamo il nostro negativo e scegliamo il fotogramma da stampare, lo inseriamo nella mascherina dell’ingranditore a testa in giù, in modo tale che la nostra immagine la possiamo vedere giusta. [Lampadina e lente devono essere già all’interno dell’ingranditore.]
Accendiamo la luce del timer così da poter vedere la nostra immagine e fare le regolazioni di ingrandimento e di messa a fuoco, aprendo o chiudendo anche il diaframma.
Poi prendiamo il focometro, guardiamo all’interno con un occhio per vedere grana e messa a fuoco, se tutto è perfetto appoggiamo la cornice fai da te che funge da marginatore, fissata con un nastro adesivo.

focometro

SPEGNIAMO LA LUCE estraiamo un pezzetto di carta al centro della fotografia per effettuare il test , scegliamo il tipo di filtro di contrasto a seconda del contrasto che vogliamo ottenere, valutiamo tempo del timer e diaframma.

Premiamo il timer , terminato prendiamo il nostro pezzo di carta e lo inseriamo nella bacinella del rivelatore per 1′ e 15″ muovendo leggermente la bacinella con oscillazioni. Prendiamo poi la foto con le pinze, sgoccioliamo e la mettiamo nell’arresto per 5′, poi nel fissaggio per 10″ , possiamo accendere ora la luce e lasciamo la nostra fotografia a pancia in giù nella bacinella per altri 10′, poi la laviamo per 5′.
Quando abbiamo fatto i test e capito le impostazioni corrette da mettere, usiamo il nostro foglio di carta intero e rifacciamo quelo che abbiamo fatto nei test.
Possiamo ora farla asciugare con la pinza.

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