Patricio Suarez

blog, I grandi fotografi, Parlando di fotografia

Un giorno per caso stavo facendo una ricerca in internet per trovare un fotografo che rappresentasse la donna in uno stile simile a quello di Sieff (che amo) sia per sensibilità, delicatezza, sia per l’uso della luce, delle ombre, del bianco e nero e scopro lui: Patricio Suarez e me ne innamoro all’istante.
Di lui curiosamente c’è poco in internet, ma forse oggi ho capito il motivo…
Le sue fotografie sembrano non solo intime, ma solitarie, silenziose, delicate…nel suo unico sito aggiornato trovo queste sue parole e colgo un collegamento tra l’interiorità delle parole e le fotografie realizzate.

“Photography is my therapy. Is what I do when I don’t know what to do.I am a good observer and a good story teller. I like my work to tell a story. No captions. Simple. Basic. It’s all about the human connection. ”
Il suo sito: https://www.6x6square.com/

“La fotografia è la mia terapia. È quello che faccio quando non so cosa fare. Sono un buon osservatore e un buon narratore. Mi piace il mio lavoro per raccontare una storia. Nessuna didascalia. Semplice. Di base. Riguarda la connessione umana.” (traduzione Google)

Sotto una galleria delle foto da lui realizzate e a cui mi ispiro nel raccontare l’universo
femminile.

Lui:
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Le donne :

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MANIPOLARE LA LUCE NEL RITRATTO 

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Nei corsi di Ritratto insegno a manipolare la luce
(naturale- artificiale- softbox, beauty dish, pannelli)
laboratorio 100% pratico – Milano
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LE POSE BOUDOIR (nuovo libro)

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Raccontare il soggetto, comunicare l’emozione che prova in quel momento e al contempo saperlo valorizzare è l’ambizioso compito del fotografo ritrattista.
Il fotografo Boudoir non solo crea un ritratto, ma durante il servizio fotografico deve curare ogni dettaglio, dal set al guardaroba cercando di creare quell’armonia e quell’eleganza che differenziano questo genere fotografico dalla fotografia erotica più audace. Ecco che avere in mente delle pose suggerite a seconda della corporatura, può essere utile per potersi concentrare maggiormente sul soggetto, soprattutto all’inizio quando non si ha acquisito ancora quella dimestichezza nel nascondere eventuali inestetismi.
Un libro illustrato dedicato alle pose nella fotografia Boudoir, con un’ampia galleria di immagini (ben 350) che spiegano al meglio come valorizzare ogni tipologia di donna, facendola apparire naturale, sexy e sicura di sé, anche tenendo conto delle differenti corporature.
https://www.micaelazuliani.com/libridifotografia

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Per richiedere una copia in pdf scrivere una mail a info.micaelazuliani@gmail.com
La copia cartacea sarà negli store a fine marzo.

RETROSCENA DEL RITRATTO: cosa contraddistingue il ritratto dagli altri generi fotografici?

blog, Retroscena del Ritratto

Cosa differenzia e contraddistingue il ritratto dagli altri generi fotografici ?

Sicuramente le emozioni che scaturiscono dalla fotografia scattata e che raccontano al contempo la personalità di chi è di fronte a noi. Per questo motivo che più di ogni altro genere fotografico, come insegnante punto a sottolineare l’aspetto psicologico e il giusto approccio che si deve avere per creare una connessione con la persona che vogliamo fotografare, senza di essa il ritratto non può esistere.
Il ritratto è come una spugna che assorbe una parte proveniente dal fotografo che proietta nell’immagine il suo vissuto, il suo stile, il suo approccio alla vita e alle emozioni e una parte proveniente dal soggetto ritratto, le sue paure, la sua forza, il suo lasciarsi andare o accettare la sfida di darsi generosamente.

Il ritratto non si deve confondere con le immagini che vediamo sui giornali per promuovere un prodotto, un vestito, un dentifricio, il ritratto parla di noi, noi che scattiamo e noi che ci facciamo fotografare.
Il ritratto vero non quello finto in posa, mi piace paragonarlo ad un atto d’amore consenziente, anche di un istante, in cui due anime DECIDONO in quel momento di donarsi l’uno all’altro e decidono di farlo autenticamente, senza infrastrutture ma con onestà, come va va…

Raccontare il soggetto, comunicare l’emozione che prova in quel momento e al contempo saperlo valorizzare è l’ambizioso e arduo compito del fotografo ritrattista.

Il compito di un bravo professionista non è solo quello di ridurre il servizio fotografico ad una semplice messa in posa del soggetto per evidenziarne le caratteristiche, ma è importante che conosca il linguaggio non verbale fatto di gesti istintivi (come sta seduto, in piedi, come mette le mani) che trasmettono un messaggio chiaro all’osservatore.
Conoscere ed approfondire tali dinamiche significa dirigere questi indizi in modo che il soggetto, vostro cliente, si esprima nel modo in cui vuole essere percepito. Pensiamo ad esempio ad un professionista che vi commissiona un ritratto per la copertina del suo libro, per una campagna pubblicitaria, o nel caso di un venditore che vuole utilizzare la sua immagine per guadagnarsi la fiducia dei clienti.
Ma non solo, il fotografo specializzato in ritratti se ha in sé una buona dose di sensibilità psicologica, può attraverso un’attenta osservazione della comunicazione non verbale, intervenire e correggere all’istante posizioni, sguardi, tensioni: il soggetto ad esempio risulta non essere a proprio agio, è distratto da qualche pensiero o semplicemente non ha compreso la posa da adottare.
Se il nostro soggetto a parole dice che va tutto bene per tranquillizzarci, ma tamburella nervosamente con le dita, questo è un chiaro segnale di tensione, di conflitto tra la comunicazione verbale e quella non verbale.                 .
Fermandoci e parlando col soggetto possiamo rassicurarlo o spiegare meglio l’idea che abbiamo in mente. Ostinarsi a scattare in questi casi significa perdere tempo e cestinare le immagini realizzate.
Prima e durante un servizio fotografico faccio in modo che il clima sia leggero e divertente, cerco di conoscere la persona, scambio due chiacchiere con lei, offro un caffè, per fare in modo che il soggetto sia disteso e si senta a proprio agio.
Una delle preoccupazioni maggiori e più frequenti è quella di non sapere che posa adottare per risultare al meglio, ecco che la rassicurazione e la sensazione di avere la situazione sotto controllo è fondamentale.

Dopo aver messo a proprio agio il vostro soggetto, distraetelo e cercate di catturare le varie emozioni che vi offrirà una volta rilassato e a proprio agio.

Un buon servizio fotografico è quello dove dello stesso soggetto si hanno sfumature diverse. E’ importante variare le espressioni di un soggetto, per offrire più elementi di chi è la persona che state fotografando e le emozioni che prova.
Prendete spunto anche dal cinema, suggerite al vostro soggetto un’emozione da interpretare proprio come fosse un attore. E’ molto più efficace avere emozioni ed espressioni giocando ad interpretare, rispetto a suggerire le pose e gli sguardi da adottare. Qui di seguito trovate un esempio di varietà di espressioni: il soggetto non è né un modello, né un attore, ma mantenendo un clima rilassato, giocoso, complice, ho stimolato la sua parte latente di attore. Per questo progetto è stato fondamentale occuparmi della regia proprio come un vero e proprio regista cinematografico, per ottenere e poter fotografare l’espressione che cercavo. Ho alternato la spontaneità del soggetto con alcune immagini di attori prese da internet che in qualche maniera potevano assomigliare al soggetto che avevo di fronte.

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Un approfondimento dettagliato del ritratto lo trovi sul mio libro Il Ritratto, in forma cartacea e pdf .
Vai alla sezione libri scritti e trovi le informazioni per acquistarlo qui 

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Vuoi fotografare? Lascia la fotocamera e vivi.

blog, Retroscena del Ritratto

Un titolo provocatorio? Non direi, anzi credo nasconda il segreto per fare delle foto autentiche.
Un giorno ho guardato un film, una commedia, di per sé il film non mi ha colpito particolarmente, ma una frase è stata fonte di riflessione, anzi di illuminazione riguardo ad un concetto che condivido in pieno. La storia ruota intorno ad un padre separato e scrittore di successo che cresce i suoi due figli, una ragazza e un ragazzo entrambi adolescenti ed entrambi con la passione della scrittura. La figlia più grande ha un carattere ribelle, indipendente e vive ogni istante al massimo, non curandosi del parere altrui, vive ogni occasione che la vita le presenta; ha già scritto un paio di libri di successo.
Il figlio minore ha un carattere riservato, solitario, maturo, è molto diligente a scuola forse troppo e non ha amici né ragazze. Il tempo libero lo passa sempre da solo tentando di scrivere anche lui un romanzo senza però riscontri.
Il padre in un passaggio del film lo esorta a chiudere i libri di scuola e il romanzo e vivere di più, perché solo vivendo, cadendo e provando emozioni sarà poi in grado di raccontare ciò che ha vissuto in prima persona e di lasciarsi andare, correre dei rischi.
Effettivamente il suggerimento non fa una piega, è logico e di buon senso, ma quanti di noi, nella nostra vita, lo mettiamo in pratica soprattutto se ci occupiamo di arte o di comunicazione ?
Come fai a raccontare le sfumature delle emozioni se non le hai vissute?
Come fai ad intuire o immaginare uno stato d’animo, un’insicurezza, la fragilità, la forza, la rabbia, la vulnerabilità che vedi nel soggetto da ritrarre se vivi nella tua fortezza fatta di certezze, di giudizi stanti e mai messi in discussione?
E ancora…
«L’arte del romanzo mi ha insegnato che condividendo le nostre segrete vergogne diamo avvio alla nostra liberazione».
 [cit. Orhan Pamuk ] – premio Nobel 2006
Essere fotografi, scrittori, musicisti, artisti in genere, significa prendere coscienza delle proprie ferite interiori e raccontarle agli altri che le riconoscono per averle provate in prima persona, magari senza esserne consapevoli.
Non solo quindi il vivere la vita ci permette di conoscerci meglio come persone e poi come comunicatori di emozioni, ma ci permette tante volte di liberarci, perché sappiamo bene quanto le certezze spesso siano gabbie rassicuranti che noi stessi ci creiamo, ma liberarcene attraverso l’arte, la fotografia spesso è molto liberatorio.

Evoluzione del Ritratto nella storia dell’arte #01

blog, Il Ritratto nell'Arte, Parlando di fotografia

Come cambia il Ritratto nella storia dell’arte ?
In questo blog troverete nelle prossime settimane degli approfondimenti sul tema, vi consiglio pertanto di cliccare su segui per ricevere gli articoli via mail.
Iniziamo ora con questo articolo estremamente interessante, il materiale l’ho trovato dal sito e blog Didatticarte.it (blog pluripremiato per la divulgazione dei beni culturali).

Sotto possiamo vedere un’infografica basata sulla linea del tempo realizzata da Emanuela Pulvirenti dal sito e blog http://www.didatticarte.it/Blog/
A sinistra le date, al centro le opere, a destra le didascalie. Andando dall’alto verso il basso si può andare avanti nel tempo e, se vi interessa scaricare l’immagine in alta risoluzione, basta cliccare su di essa (è consentito).

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Sotto invece un video spettacolare realizzato da Philip Scott Johnson, digital artist americano, in cui ha montato in un unica sequenza “Cinquecento anni di ritratti femminili nell’arte occidentale”.

Un altro video che consiglio di vedere sempre di Philip Scott Johnson è  “Visages d’art”, epoche e culture si mescolano sapientemente per un risultato ancora più sorprendente!

Leggi anche https://ilritrattofotografico.com/2019/01/27/ritratti-nel-cinema-evoluzione-del-divo-dalle-origini-ad-oggi/

FOTOGRAFARE LE DONNE: nuovo corso

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FOTOGRAFARE LE DONNE corso in 3 lezioni
Il corso offre le basi per fotografare ogni tipologia di donna senza esperienza di posa, stimola a guardare l’unicità di ogni soggetto e a raccontarne la bellezza e il carattere.

1° lezione il Ritratto:

Il corso mira ad imparare e/o migliorare la capacità di interazione col soggetto, stimolando ed allenando la sensibilità del fotografo; creare una relazione autentica, catturare emozioni, abbattere resistenze proprie lasciandosi andare all’altro al fine di creare una connessione indispensabile per ottenere un Ritratto che racconta ed emoziona. Capacità di vedere ma soprattutto di sentire l’altro, raccontarlo e valorizzarlo sono gli obiettivi di questa lezione. Confronto tra luce naturale e luce artificiale, usando anche i modificatori della luce (softbox, beauty dish, pannelli) .

2° lezione Boudoir – Ritratto sensuale:
significato della fotografia boudoir, set fotografico, guardaroba, accessori
conoscenza delle pose boudoir più utilizzate (letto, divano, poltrona, sedia, in piedi, allo specchio, finestra)
errori da evitare e consigli utili per valorizzare la donna a seconda della corporatura
le mani : come creare eleganza e sensualità
accenno post produzione estetica

3° lezione Nudo Artistico statico ispirato alla scultura e alla pittura

osservazione e studio del corpo femminile
esercitazione con scatti finali ispirati alla scultura greca, Canova
esercitazione con scatti finali ispirati alla pittura del 600 ( Fiamminga, Vermeer, Caravaggio)

Per ogni lezione seguirà la valutazione e analisi delle foto scattate al corso al fine di evitare di ripetere gli stessi errori.
Maggiori informazioni : https://www.mkzphoto.com/corsi

Le prime stampe

Analogica, blog, Parlando di fotografia

Amo il bianco e nero, la macchina da scrivere, i dischi, gli anni 70, capite quindi che non potevo che preferire la fotografia analogica rispetto a quella digitale!
In questi anni che mi sono appassionata di fotografia ho continuamente rimandato a studiare e provare a fotografare per mancanza di tempo, ma finalmente negli ultimi mesi mi sono decisa è ho iniziato a scattare in analogico.

La prima fotocamera che ho usato è stata la Minolta X-300 presa in una bancarella, pagata € 50, tuttavia ho notato subito che la messa a fuoco mi creava dei problemi, accentuata dalla presenza degli occhiali, cosi ho cercato una fotocamera diversa, una Nikon FM2, pagata € 200.
Con la Nikon è stato amore a prima vista, mirino ampio, messa a fuoco fluida, ghiere e tasti comodi, intuitivi, oltre alla leggerezza della macchina che non ti appesantisce negli spostamenti.
L’ho comprata con una lente 50mm F1.4 che tuttavia non aveva l’esposimetro interno funzionante, per cui i primi scatti li ho fatti provando prima con una digitale e poi con l’analogica. E’ stato un esercizio che mi ha permesso di sperimentare e capire concretamente le impostazioni da scegliere.

La prima cosa che ho fatto è stata quella di decidere che rullino acquistare, leggendo e chiedendo in giro a chi ne sapeva più di me ho scoperto che Kodak 400 tx, Kodak 400 t-max e Ilford HP5 plus erano considerati i migliori con asa 400.

Ma ho provato anche rullini con asa 125, 200, cercando cosi di fare le dovute comparazioni.

Scatto senza esposimetro: come dicevo sopra, non avendo l’esposimetro interno funzionante ho usato la digitale come supporto alla analogica, ho scelto la stessa lente 50mm per le fotocamere, ho inserito il rullino con asa 400 nella analogica e impostato gli iso 400 sulla digitale, infine impostato tempo e diaframma uguali in entrambe le fotocamere.

Ho scattato prima con la digitale per avere la conferma che le impostazioni fossero corrette e poi con l’analogica. Per ogni fotografia scattata mi sono annotata sul quaderno il numero del file digitale, le impostazioni, il tipo di luce, l’ora così da confrontare tutto successivamente sia in fase di post produzione che di stampa del negativo.

Su ogni rullino ho poi scritto data e tema del servizio fotografico cosi da facilitare l’archiviazione e i successivi confronti.
Per avere un’idea approfondita delle varie fasi del lavoro, ho deciso di non affidarmi ad un centro stampa economico ma di scegliere un laboratorio di qualità per lo sviluppo e la stampa:  DE STEFANIS  da cui si rivolgono ancora grandi fotografi come Gianni Berengo Gardin.

Sotto potete vedere i negativi, i provini, le stampe e i file digitali . Come prime foto analogiche sono estremamente soddisfatta.
Per quanto riguarda i rullini ho confrontato Kodak 400 tx e Ilford HP5 plus e devo dire si equivalgono abbastanza, in alcune foto preferisco il primo, in altre il secondo. Ancora una preferenza netta e chiara non ce l’ho, ma dovendo provare poi lo sviluppo del negativo ho deciso di iniziare con Ilford che mi sembra abbia maggior contrasto.

Scatto con l’esposimetro … scopriamo come funziona (leggi) .

Sotto i files digitali post prodotti scattati con la fotocamera digitale (canon 7d)

Sotto le foto delle stampe: (dal vivo sono completamente diverse)

INST_pired Instagram inspired

blog, INST_pired instagram inspired

INST_pired Instagram inspired è la rubrica delle migliori immagini trovate su Instagram.

[pagina appena creata]

I grandi fotografi_Nir Arieli

blog, I grandi fotografi, Parlando di fotografia

Tension è una splendida serie fotografica di ballerini in movimento. Nir riesce a catturare una serie di azioni che combinate insieme ci danno la sensazione del movimento completo di questi ballerini newyorchesi.
Corpi in tensione che creano movimento pur restando congelati nel tempo. Coreografie immobili di uno spettacolo senza fine. Immagini dal ritmo incalzante pur essendone totalmente prive. (Fonte Collater-al)

Guarda le fotografie di Nir