CAMERA OSCURA: SVILUPPO DELLA PELLICOLA

Analogica, blog, Parlando di fotografia

Per sviluppare una pellicola è necessario stare in un ambiente completamente buio, oppure procurarsi una camera oscura portatile, la Changing Bag, una sacca nera a tenuta luce, provvista di due aperture attraverso le quali le mani possono entrare e permettere il caricamento della pellicola nella tank di sviluppo, senza che le infiltrazioni di luce possano danneggiare il rullino.

Contrariamente a quanto si immagina se si è alle prime armi e ci si sta approcciando al mondo dell’analogico, l’investimento di spazio e di denaro per una camera oscura non è poi cosi impossibile: per iniziare infatti si possono valutare idee di tutto rispetto senza rimetterci lo stipendio e andando avanti nel tempo vedere se questa passione ci prende cosi tanto da apportare migliorie e creare una camera oscura professionale, più grande e meno mobile.
Per iniziare quindi ho deciso soluzioni mobili, non invasive per la mia casa che non tolgono nulla alla qualità dello sviluppo stesso.
Lo sviluppo della pellicola ho deciso di farlo a casa, nel mio open space (sala-cucina) cosi da utilizzare il tavolo e il rubinetto, mentre la stampa dei negativi, sebbene potrei farlo nello stesso spazio e poi togliere tutto, ho preferito scegliere un luogo adibito solo a quello e creare un angolo fisso, specifico in solaio.
Prima di prendere questa decisione mi sono informata molto bene sia in internet che da amici stampatori se era pericoloso farlo in solaio per via dell’ eventuale tossicità degli acidi e della mancanza di una finestra in solaio, ma mi hanno rassicurato del fatto che possono bastare delle semplici aperture verso il corridoio e l’uso di una mascherina al momento della stampa.
Bacinelle, acidi, contenitori, ingranditore avranno cosi uno spazio definito e fisso sul tavolo in solaio.

La stampa della pellicola comunque verrà approfondita nei prossimi capitoli.


Materiale per lo sviluppo della pellicola
Estrattore o il più economico cavatappi
Tank consigliata la Paterson e spirale (io ho preferito il modello 115 con 2 spirali)
camera oscura portatile o luogo al buio
2 pinze
acidi quali sviluppo, fissaggio, arresto
termometro ad alcol
bottiglie casalinghe o contenitori specifici per contenere gli acidi da riusare

Confrontando due preventivi fatti con gli acidi della Ilford, uno fatto su Amazon e uno su TuttoFoto.com ho preferito il secondo perché ha prezzi inferiori, ma risulta conveniente per un ordine abbondante in quanto le spese di consegna sono di € 8,20 (con Amazon un cliente Prime non paga la consegna).
Comprensivo di acidi la spesa con TuttoFoto è di € 115

Nomi, marche degli acidi : ho una pellicola HP5plus quindi ho scelto:
sviluppo/rivelatore : Ilfosol 3 – 500 ml Ilford x un maggior contrasto oppure ID-11 x un minor contrasto. Per iniziare sceglierò il primo.
fissaggio: Rapid Fixer 1000 ml Ilford
arresto: Ilfostop Bath 500 ml Iford
Nella scatola in cartoncino del vostro rullino, aprendola in basso troverete riportata la tabella predefinita dei tempi, ogni pellicola ha la sua di riferimento, oppure trovate in internet vari siti utili al riguardo.

CON LA LUCE
Prendete il cavatappi (o l’estrattore) ed estraete la pellicola, come fosse il tappo della vostra bottiglia.
Se usate fotocamere automatiche da adesso il processo di imbobinamento della pellicola lo dovrete fare al buio in quanto non vedrete la linguetta spuntare all’esterno.
Se invece la vostra macchina è manuale il taglio della linguetta e il taglio per arrotondare gli angoli del rullino potete farlo alla luce perché il primo pezzetto di pellicola è già bruciato: tagliate ora l’ultimo pezzetto esterno che sembra una linguetta. Nel dubbio fate comunque questo procedimento al buio.
Prima di essere al buio assicuratevi di avere tutto l’occorrente vicino o all’interno della vostra camera oscura portatile.

AL BUIO
Se avete deciso di usare la camera oscura portatile, Changing Bag , inserite le braccia all’interno con la tank e i vari pezzi che la costituiscono (asta, coperchio, spirali fuori dalla tank), rullino, forbici.
Prendete le forbici e arrotondate gli angoli del vostro negativo così da facilitare l’inserimento dello stesso nella spirale, per poi essere inserita nella tank. Sentite con i polpastrelli che il rullino abbia gli angoli arrotolati, ora inserite la pellicola nella spirale e con una mano tenete ferma la spirale, con l’altra la muovete facendola procedere in avanti così fino a quando sentite che tutta la pellicola è stata ben avvolta ed inserita nella spirale.
Ora inserite l’asse nera della tank nella tank stessa, inserite la spirale e il coperchio. Da questo momento il vostro rullino è protetto dalla luce essendo all’interno della tank.
Fate uscire mani e tutto l’occorrente dalla Changing Bag o accendete la luce se era spenta.
Ora preparate le sostanze chimiche scegliendo se fare lo sviluppo “one shot” (monodose), oppure preparare una quantità maggiore e riutilizzarla in seguito per altri sviluppi.

Nel bugiardino trovate le specifiche per la composizione.
Se preparate una quantità maggiore un litro può essere sufficiente per 10/12 rullini, tenendo però conto che più viene utilizzato lo sviluppo e più i tempi si allungano, quindi è bene segnarsi quanti sviluppi si sono fatti e comportarsi di conseguenza.
Per sapere il tempo e la diluizione di acqua con la sostanza chimica da usare, leggete il bugiardino, ogni pellicola ha la sua scheda di riferimento.
Da ora proseguo con i dati indicativi per la pellicola Ilford.
La temperatura consigliata sia per lo sviluppo che per la stampa di una pellicola B&N è di 20° quindi col termometro ad alcol verifico che la mia soluzione abbia quella temperatura.

COMPOSIZIONI

Per sviluppare un rullino ci vogliono 300 ml di soluzione, è scritto sotto la tank Paterson quindi considerando le proporzioni del bugiardino della Ilford ho queste proporzioni:
[Nel caso di sviluppo di 2 rullini raddoppiate le quantità considerando 600ml.]

Per un rullino:
sviluppo 1+9 : 1 Ilfosol + 9 acqua = quindi 30 ml di sviluppo Ilfosol + 270 ml di acqua
per 6 minuti e mezzo – temperatura 20°
qui trovate la tabella delle diluizioni in base al pellicola e rivelatore scelto: https://www.digitaltruth.com/devchart.php?Film=%25Ilford+HP5%25&Developer=%25ID-11%25&mdc=Search&TempUnits=C&TimeUnits=D
Ho letto anche 1+14 ma lo sconsigliano in tanti.
arresto 1+19 per 10 “ oppure acido citrico
fissaggio 1+4: 1 Rapid Fixer + 4 acqua = quindi 60 ml di fissaggio Rapid Fixer + 240 ml di acqua
per 2-5 minuti – temperatura 20°

NB: lo sviluppo di una pellicola dipenda da più fattori, tempi, diluizioni, temperatura, agitazioni. Ogni marchio suggerisce un metodo di agitazione, con rispettivi fermi, consultate bene le tabelle e provate. Non c’è poi un standard fisso ma dipende anche dal contrasto che volete apportare. E’ consigliabile stare su un contrasto non spinto in fase di sviluppo ed eventualmente migliorarlo in fase di stampa.

SVILUPPO
Lo sviluppo è la sostanza che viene a contatto col negativo e serve per trasformare gli alogenuri d’argento presenti sulla pellicola in argento metallico.
Quando la luce colpisce l’emulsione si dice che quest’ultima è stata impressionata dalla luce con una conseguente concentrazione di argento metallico che fa si che si annerisca quella zona sulla pellicola, creando così l’immagine.
Si chiama anche rivelatore, in quanto rende la nostra immagine visibile.
Versate ora il vostro sviluppo (acqua + Ilfosol nelle proporzioni indicate sul bugiardino) direttamente nella tank, chiudete il coperchio e fate partire il timer .
Iniziate ora le agitazioni-ribaltamenti, capovolgendo con delicatezza e continuità la tank e ogni tanto date due colpetti secchi sul tavolo così da far salire le bolle che potrebbero essersi attaccate alla pellicola. State fermi un po’ e poi riprendete., nel mio caso il tutto per 6’ e 30”.
Terminato il tempo versate il liquido dello sviluppo in un altro contenitore (che servirà per conservarlo per altri sviluppi) e versate nella tank velocemente l’arresto, che andrà a bloccare la reazione dello sviluppo.

ARRESTO = acido citrico
L’arresto come accennato serve ad interrompere in modo rapido la reazione di sviluppo che viene effettuata sul rullino.
Al posto dell’arresto che costa di più, si può usare l’acido citrico puro che si trova nei negozi per la casa (€ 7 circa per 750 gr.) diluito 15 gr. Per 1 litro d’acqua. Vedete il bugiardino.
Versate poi l’acido citrico diluito o l’arresto nella tank, chiudete il coperchio e ricominciate le agitazioni. Può bastare un minuto.
Versate ora l’arresto nel contenitore per la conservazione di altri sviluppi e passate al fissaggio.

FISSAGGIO
Il fissaggio è quella sostanza che stabilisce la pellicola, ovvero fa si che non sia più sensibile alla luce. Versate il fissaggio diluito con acqua nella tank, effettuate le vostre agitazioni per il tempo stabilito e i colpi di rottura di bolle, eliminate il liquido o versatelo nel contenitore per successivi sviluppi.

LAVAGGIO con acqua
Lavate la pellicola con acqua corrente per 20’ circa e lasciatela poi in ammollo.
Alcuni consigliano l’acqua distillata ma ho letto che per il bianco e nero non è necessaria anche perché quando viene a contatto con un’emulsione può rovinare la struttura salina, facendo gonfiare la pellicola. Va bene al massimo diluita. Scegliete voi cosa sia meglio.

UMETTANTE opzionale
L’umettante (o sapone molto puro/shampo) crea una protezione sulla pellicola per evitare che le goccioline d’acqua o lo sporco in genere sia attacchino.
Fate le agitazioni per 40” con delicatezza in quanto l’umettante crea schiuma.
Levate la pellicola dalla spirale, attaccate alle estremità della pellicola due pinze, una leggera in alto e una più pesante in basso affinchè venga tirata leggermente e non si incurvi.
Appendete il tutto in un posto privo di polvere, una volta asciugata tagliate la vostra pellicola in strisce da 6 e archiviate possibilmente in un raccoglitore per negativi.

 

 

Sito utile :
Tabella ilford: http://www.labitalia.it/wp-content/uploads/2016/01/lford-bassa.pdf

Donna a donna

blog, Iniziative

E’ l’ennesima sfida e stavolta metaforicamente è una doppia staffetta : donna a donna, il “testimone” è l’immagine della donna.
L’idea è nata nella mia testa dopo il caso Zalando: tre foto di due modelle curvy in mutande e reggiseno, postate il 12 gennaio sulla pagina Facebook italiana della società di e-commerce Zalando, hanno innescato una lunga serie di commenti crudeli e offensive, per lo più da parte di utenti donne. Gli scatti fanno parte della campagna inclusiva di intimo di Calvin Klein, che mira a promuovere il fascino delle donne con una taglia superiore alla 46. Leggi l’articolo qui 

Cosi ho pensato : ma le donne sono in grado di vedere e apprezzare la bellezza di una donna ? forse non siamo più abituate a vedere l’unicità dell’altra, forse siamo troppo influenzate dai media, dall’idea di perfezione inculcata dalla società ogni santo giorno, o forse non siamo mai state capaci di avere questa sensibile capacità di osservazione ?
Come facciamo a pretendere dagli altri e dagli uomini di apprezzarci per la nostra autenticità se siamo per prime noi a criticarci continuamente?
Mi sono quindi soffermata sulla capacità o incapacità della donna di vedere la bellezza nell’altra e da qui nasce la sfida, l’esperimento.
Una due giorni in cui le donne si ritrovano insieme ad essere soggetti da osservare e soggetti che fotografano. Attenzione non serve essere fotografe ma aver voglia di guardare l’altra e valorizzarla in uno scatto. Lo scatto può essere fatto col cellulare, con una compatta, con la reflex.  Non siamo ad un concorso di fotografia ma ad un incontro in cui tutte noi donne ci concentriamo più sul bello dell’altra e non sulla sua criticità, sui suoi difetti. Sappiamo ancora farlo  ? siamo mai state in grado di farlo ?
Quanto conta per noi la perfezione ? Quanto siamo in grado di valorizzare il nostro simile ? E’ SOLO UN ATTO D’AMORE E DI INTERESSE, niente altro.
Ci si incontra quindi e a turno si è modella e fotografa in modo reciproco senza finalità fotografica ma solo per un fine comune quello di far vedere al mondo che noi donne non siamo cosi cattive come a volte appare, ma abbiamo voglia di cambiare la cultura e la mentalità anche in un progetto apparentemente inutile e piccolo come questo.
Avete voglia di partecipare ?
Io come fotografa vi assisterò, ma ripeto l’importanza non è fare una bella foto, ma osservare l’elemento bello che tutte noi abbiamo.
Donna a donna : una staffetta in cui ogni donna è indispensabile nel gioco per un fine comune, costruire una sensibilità nuova di accettazione e soprattutto di osservazione del bello.
Non è facile, ma possiamo riuscirci solo se insieme!
Possono partecipare tutte le donne di età tra i 5 e i 90 anni.
Leggi qui come partecipare: https://www.micaelazuliani.com/donnaadonnahttps://www.micaelazuliani.com/donnaadonna

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Pino Coduti – Fotografare con le candele

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Il progetto “de La Tour”, del pugliese Pino Coduti, è stato premiato alla 15th China International Photographic Art Exhibition, con la Medaglia d’Oro nella categoria Arte.
Coduti trae ispirazione dalle opere di Georges de La Tour, pittore caravaggista (1593 -1652) che si dedica allo studio della luce e delle ombre prodotte dalle candele.
Altra importante fonte di ispirazione è il film capolavoro e premio Oscar “Barry Lyndon” di Stanley Kubrick, straordinaria pietra miliare nella ricostruzione delle atmosfere create dalla luce delle sole candele.

 

Paolo Ventura

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Paolo Ventura è un fotografo unico nel suo genere: i suoi scatti ritraggono precisissimi diorami che riproducono varie ambientazioni tutte dal sapore antico e surreale. Un mondo in miniatura che la macchina fotografica di questo abile artista cattura e reinterpreta fornendoci un serie di riflessioni sul sottile e impalpabile strato che divide finzione e realtà. Ventura, che vive a New York ed espone soprattutto all’estero, in Italia e purtroppo poco conosciuto, alcune sue opere sono state esposte nello scorso Festival Internazionale di Fotografia di Roma e ci auguriamo che ritorni prossimamente con una nuova personale nel nostro paese, l’ultima è stata a Milano, al FORMA nel 2008.

I suoi diorami sono molto laboriosi, costruiti con una perfezione certosina: li realizza interamente da solo? E come procede nella realizzazione degli scatti?

Si, li realizzo da solo, sono fra l’altro meno complicati di quello che potrebbero sembrare. Poi in genere inizio a scattare delle polaroid attorno al set fino a che non trovo il punto di vista che reputo giusto, scatto un’altra polaroid che in genere mi tengo in tasca per un paio di giorni e che continuo a guardare, se dopo quel periodo mi continua a convincere allora scatto il film, in genere uno solo sempre dallo stesso punto di vista.

Una volta finito di scattare cosa succede ai suoi modelli: li distrugge, li conserva, li riutilizza?

Beh, diciamo tutte e tre le cose.

Le sue immagini tendono a destabilizzare chi le guarda, quasi come fossero una sorta di zona di confine tra il vero e il falso…

Quello che io fotografo non esiste, ma cerco di farlo sembrare vero il più possibile, voglio che chi guarda le mie immagini pensi di esserci stato in quel luogo oppure di esserci voluto stare, anche se lo spettatore è cosciente che le mie immagini non esistono nella realtà mi piace pensare che dopo un po’ se ne dimentichi , come quando si guarda un film.

Lavora e vive a New York. Per quale motivo ha deciso di lasciare l’Italia?

Per amore, del mio lavoro e di una persona

Quale pensa siano le differenze tra l’Italia e l’America nel considerare la fotografia?

Beh, credo che ci sia un abisso, anche per fatti oggettivi, l’America è un paese enorme. E poi la fotografia è riuscita a raccontarne la sua anima, più che in qualunque altro posto

La sua attività di fotografo è cominciata con i suoi diorami oppure in passato si è occupato anche di altri soggetti?

Per tanti anni ho fatto il fotografo di moda , poi però mi sono reso conto che non era la mia strada e quindi ho smesso e ho iniziato a lavorare su delle idee che mi ossessionavano da molti anni

Lei scatta mondi e situazioni che lei stesso ha immaginato e creato, quasi un approccio filosofico, o meglio metafisico nei confronti della fotografia: si sente una sorta di demiurgo?

Mah! Io racconto delle piccole storie a cui penso durante il giorno. Cerco di fotografare la mia fantasia

Il platonico mito della caverna dimostra che l’uomo può sopravvivere illudendosi di cose lontanissime dalla realtà: cosa è per lei la finzione?

E’ una bugia ben raccontata.

sito Paolo Ventura

 

Phil Stern

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Decano della fotografia, maestro del reportage in bianco e nero, Phil Stern ha immortalato nella sua lunga carriera di fotoreporter di razza, innumerevoli grandi divi del cinema e dello spettacolo americano.
Amico personale di James Dean, sue sono tra le foto più significative del grande attore prematuramente scomparso. Così come suo è forse uno dei ritratti più intensi di Marilyn Monroe e innumerevoli foto di scena. Anche le immagini di Louis Armstrong, Ella Fitzgerald e dei grandi del Jazz, o le incredibili sequenze dedicate a Frank Sinatra, portano la sua firma.
Ma Phil Stern è molto di più di un fotografo al quale è capitato di trovarsi “nel posto giusto al momento giusto”. Il suo stile è inconfondibile, misto di intelligente ironia, sapiente composizione formale e rapidità di osservazione.
Ciò che caratterizza le sue foto irripetibili è quel miscuglio contraddittorio di ironia e distacco, ammirazione ed empatia che Stern sente ed esprime nei confronti del soggetto che fotografa.
La sua Hollywood (quella dell’epoca d’oro delle majors e dei grandi divi che imponevano il loro stile e il loro sorriso al mondo intero) è allegra e spensierata ma anche insolita e bizzarra, patinata e perfetta eppure, improvvisamente, fragile, dolce e disarmante.

Negli scatti di Phil Stern, presentati a Forma e per la prima volta in una personale italiana, si rivive il senso di quegli anni e di quei protagonisti. Se da una parte l’autore osserva il “dietro le quinte”, smitizzando il soggetto e dissacrandolo, dall’altro subisce lui stesso il fascino di un’industria, dei suoi modelli creati ad arte, dei riflettori sempre puntati sul palcoscenico – anche quando la scena sembra spenta.

Phil Stern nasce da una famiglia di ebrei russi immigrati negli States, cresce a New York, nel Bronx. Nel 1939, dopo aver lavorato come ragazzo di bottega in un laboratorio fotografico, inizia a lavorare come fotografo free-lance per il Friday: comincia così, ufficialmente, la sua carriera. Lavora per Life, Collier’s, Look. Inizia a lavorare a Los Angeles sui set cinematografici. Segue Orson Welles in Citizen Kane.
Nel frattempo, gli Stati Uniti entrano in guerra e Phil nel 1941 parte per il fronte. Dopo un breve periodo a Londra, trascorso a ritrarre gli ufficiali (attività che lo annoiava a morte), Phil si arruola volontario nei Derby’s Rangers e parte per il Nord Africa.
Viene gravemente ferito in Tunisia, si rimette in piedi e torna di nuovo al fronte, questa volta come corrispondente di guerra per la rivista delle forze armate Stars and Stripes. Segue lo sbarco degli alleati in Sicilia ma poco dopo torna in patria a causa delle ferite riportate. Il governo americano, in cerca di eroi, lo decora con la medaglia “purple heart”: Phil Stern vive un breve momento di gloria. Nel frattempo, l’industria del cinema americano appare più fiorente che mai e Phil, che ama stare sempre dove la vita è frenetica, si trasferisce definitivamente a Hollywood dove realizzerà i ritratti più famosi delle celebrities dell’epoca, ritratte sulla scena dei film che interpretavano, dietro le quinte e in rari momenti di intimità che Stern riesce a ritrarre e a raccontare con una freschezza e un’ironia che diventeranno il suo marchio di fabbrica. Nel 1945 sposa Rosie da cui ha 4 figli.
Sito: http://www.philsternarchives.com/

 

Fotografi Sky Arte [documentari]

blog, film e documentari, Parlando di fotografia

SKY ARTE presenta i grandi Fotografi – documentari

Letizia Battaglia / Fotografi Sky Arte On The Road  

Paolo Pellegrin – Fotografi Sky Arte Isfci Roma

Umberto Pizzi / Fotografi Sky Arte On The Road

Oreste Pipolo – Fotografo di Matrimoni Biblioteca Fotografica

Giovanni Gastel – La ricerca dell’assoluto Biblioteca Fotografica

Davide Monteleone – Anima Russa Biblioteca Fotografica

Sergio Ramazzoti / Fotografi Sky Arte On The Road

Oliviero Toscani- Fotografi Sky Gianfranco Marino

Massimo Mastrorillo / Fotografi Sky Arte On The Road

FOTO FACTORY MODENA [documentari]

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FOTO FACTORY MODENA – documentari

Foto Factory Modena – Toni Thorimbert – L’esperienza del ritratto D.M. 

Foto Factory Modena – Davide Monteleone – Il reportage D.M.

Foto Factory Modena – Mario Cresci – La poetica della messa in scena D.M.

Foto Factory Modena – Moscheni – Food photography D.M.

Foto Factory Modena – Musi – Le traiettorie del paesaggio D.M.

Foto Factory Modena – Castella – La fotografia urbana D.M. 

FOTO STORIE DI UN ISTANTE [documentari]

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FOTO STORIE DI UN ISTANTE – documentari

Foto storie di un istante – “Gli inventori” D.M. 

Foto storie di un istante – “I primitivi” D.M.

Foto storie di un istante – “Pittorealismo” D.M.

Foto storie di un istante – “Nuove visioni” D.M. 

Foto storie di un istante – “Foto-giornalismo” D.M.

Foto storie di un istante – “Surrealisti” D.M. 

Foto storie di un istante – “Messe in scena” D.M.

Foto storie di un istante – “Nuova oggettività” D.M. 

Foto storie di un istante – “L’intimità” D.M.

Foto storie di un istante – “Immagini trovate” D.M.  

Fiorio, Fontana, Scianna [documentari] 

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TVN Televisionet.tv presenta Fiorio, Fontana, Scianna – documentari 
https://www.youtube.com/watch?v=ME_dZDvKLWE

THE PHOTOGRAPHER [documentari]

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VIRGIN RADIO presenta THE PHOTOGRAPHER – documentari

Maurizio Galimberti 

Franco Fontana