Retroscena del Ritratto [rubrica]

blog, Parlando di fotografia, Retroscena del Ritratto

Ci sono tanti modi di elaborare informazioni e concetti: didattico, visivo, pratico.
Serioso, tradizionale, scherzoso.
Sono una fotografa autodidatta, ho iniziato a scattare qualche foto dal 2011, prima non fotografavo né in vacanza né a mia figlia. Il motivo? Non lo so, forse semplicemente ero addormentata e un giorno, destino vuole mi sono svegliata.

Credo che “l’efficacia nella comunicazione” ce l’avessi già dentro, latente, infatti quando in questi anni è capitato di sentirmi posseduta da un’entità strana e ho scritto racconti e poesie d’istinto, di getto, senza necessità di correzione, chi mi conosceva mi chiedeva “ma l’hai scritto tu?” guardandomi come un alieno, io che avevo problemi a parlare a volte. Credo dipendesse dalla mia insicurezza e timidezza, dal mio non sentirmi all’altezza di nulla, ma il bisogno latente di esprimermi c’era e ancora non lo sapevo.
Ho sempre fatto fatica a scuola, la classica ragazza che si impegna tanto e si sente dire “dai ti dò il 6 per l’impegno”.
Cazzo come il 6 !!!! ho dato il sangue sui libri 😀
Probabilmente siete come me che eravate in classe con compagni che non studiavano e gli bastava aprire il libro 15 minuti prima della lezione e già sapevano tutto. I cosiddetti aspirapolveri del sapere. Li abbiamo odiati tutti vero?
Ad ogni modo questo per dire che non sono una che apprende con facilità, ma sono la classica goccia che cade, che continua fino a quando non ha capito. E cerco di spiegare e condividere quello che faticosamente ho imparato con leggerezza, ironia, a tratti anticonformismo. Ma questo perchè vedo tanta serietà in giro, tanta pesantezza, conformismo nell’insegnare la fotografia che penso non solo sia noioso ma a tratti pure inefficace e rischioso nel far passare la voglia di approfondire questa bellissima arte.
Il divertimento, la piacevolezza, la leggerezza e perchè no l’ironia, dovrebbero aiutare nel far si che si intenda la fotografia in primis come gioco, passione, passatempo. Ci sarà tempo per farla diventare seria, lavorativa non trovate?
Ecco che ho creato una rubrica “Retroscena del Ritratto”, di concetti importanti ma scritti in modo leggero e pratico, per tutti, anche per chi come me ci mette un po’ a capire le cose. Spero vi piaccia.
Se avete domande da farmi sarò felice di rispondervi e magari la vostra domanda può essere pubblicata e condivisa con altri che leggono questo blog.
Scrivetemi pure a info.micaelazuliani@gmail.com
E se vi piace il mio approccio educativo, vi ricordo che organizzo corsi individuali e di gruppo, di fotografia base, ritratto, boudoir, nudo.
A presto!

Micaela

Alcuni articoli della rubrica Retroscena del Ritratto, clicca sull’immagine per leggerli.

010203040506070809010011012

Fotografare “a cappella”

blog, Parlando di fotografia, Retroscena del Ritratto

Se mi state seguendo e avete avuto occasione di leggere i miei precedenti articoli, ormai capirete che il mio modo di intendere la fotografia è molto visivo, quotidiano e lo associo ad arti diverse. In questo caso l’altro giorno non so per quale motivo mi è venuto in mente il canto a cappella che mi ha fatto pensare alla fotografia.
Mi rifaccio ad un testo preso da  Supereva.it per spiegare innanzitutto il significato di questo modo di cantare.
“Sapete perché si dice “a cappella” quando si parla di alcune esibizioni canore? Innanzitutto ricordiamo che tutte le performance che non contemplano alcuna presenza di strumenti musicali si definiscono a cappella.  Il canto a cappella risale all’epoca della preistoria, quando gli uomini si raccoglievano intorno al fuoco ed elevavano al cielo, rivolgendosi agli dei, canti propiziatori e di ringraziamento. Questa sorta di preghiera veniva enunciata solo con la voce, senza alcun accompagnamento proveniente dall’esterno.La locuzione canto a cappella discende dal periodo del Rinascimento, dalla pratica della musica gregoriana e dalla modalità di esecuzione della schola cantorum. Il gruppo di cantori, formato da monaci e chierici, usava solo la voce, senza intervento né dell’organo né di altri strumenti, e si esibiva in una cappella laterale della chiesa.
Con il progredire dei tempi, il canto a cappella non è rimasto confinato nell’ambito sacro, ma si è allargato anche in altre aree musicali. Questo tipo di esibizione, che dà molto spazio all’espressione delle emozioni, si è rivisto infatti nel canto popolare, nella musica jazz, nel pop, nello swing, nel gospel, negli spiritual, nel folk tradizionale, nel doo-wop americano degli anni Cinquanta, e ci sono ancora oggi numerosi cantanti nel mondo che portano avanti questa tradizione. ”

Se pertanto unisco questa immagine, di utilizzare la sola voce per dare spazio alle sole emozioni, la metafora con la fotografia a mio avviso ci sta tutta: fotografare senza cavalletto, luci artificiali, pose, abiti, artifici vari e concentrarsi solo sulle emozioni.
Già nel progetto Donne allo specchio e Uomini allo specchio, progetti molto interessanti che ho avuto il piacere di poter realizzare, ho messo in pratica questo approccio, ma in questo periodo mi sono spinta oltre, ovvero mettendo il soggetto seduto, con uno sfondo nero e fotografarlo senza dare la minima indicazione del cosa fare, semplicemente concentrandomi sulle sue emozioni ed espressioni.
E’ una sfida in primis vissuta dal soggetto che non sa cosa fare e dopo qualche minuto di imbarazzo, decidere di cogliere e vivere in modo spontaneo e autentico, e una sfida per me perché spesso non conosco le persone prima, non so che reazioni potrebbero avere o che carattere, temperamento hanno, o come potrebbero prendere questa mia decisione di non dirigerle.
Ma è proprio fotografare a cappella, in modo cioè spontaneo, IMPROVVISATO, libero, che si evolve da solo il ritratto e spesso, anzi sempre, vengono fuori degli scatti molto intensi e veritieri.
Vi sprono quindi a provarci, a lasciar fare all’improvvisazione e cogliere l’attimo e le emozioni che si presentano a voi.


Masturbazione-sessualità-fotografia. C’è un nesso ? si, ma non è quello che pensate.

blog, Parlando di fotografia, Retroscena del Ritratto

Mi rendo conto che i titoli dei miei articoli sono spesso irriverenti, provocatori, ma alla base c’è sempre a mio avviso una metafora interessante su cui fermarsi e riflettere per un momento.
Ciò che contraddistingue gli articoli che scrivo e il mio modo di insegnare la fotografia è che sono poco didattici in senso tradizionale, ma estremamente pratici e a tratti visivi.
Torniamo al titolo… masturbazione, sessualità, fotografia, c’è un nesso ?
Immagino che ora penserete agli squallidi ed imbarazzanti episodi di quei fotografi che cercano modelle, o presunte tali, con lo scopo di rimorchiare e fare sesso. Ecco toglietevi questa immagine.
Nei precedenti articoli ho scritto di quanto sia importante conoscersi, di come il ritratto sia per me associato alla seduzione. Se vi siete persi gli articoli li potete trovare nella rubrica Retroscena del ritratto.

Mi riferisco in questo caso al fatto che per avere una buona, sana e soddisfacente sessualità col partner sia indispensabile conoscersi, conoscere il proprio corpo e ciò che ci procura piacere. Non a caso ginecologi e dottoresse suggeriscono alle persone che hanno problemi a lasciarsi andare sessualmente di prendere uno specchio e guardarsi le parti intime e perlustrare le stesse, cercando di scoprire quali sono i punti e i modi, che sfiorandosi, possono darci piacere.
Se non ci conosciamo e non sappiamo cosa ci piace, come possiamo pretendere che altri ci diano piacere? In qualche maniera soprattutto all’inizio è utile dirigere e far capire all’altro cosa ci piace e cosa ci infastidisce ….
La stessa cosa avviene in una relazione sentimentale, ovvero se noi non ci conosciamo non possiamo sapere che compagno o compagna desideriamo al nostro fianco, che caratteristiche prediligiamo e scegliamo rispetto ad altre.
Ecco a questo mi riferisco parlando di fotografia e soprattutto di ritratto!
E’ un concetto che ripeto spesso, ma che ritengo sia il primo e più importante se si vuole usare la fotografia per comunicare ed esprimere chi siamo e come vediamo il mondo.
Se non sappiamo che genere ci piace, se non sappiamo che temperamento abbiamo, se non abbiamo idea di cosa vogliamo dire o semplicemente cosa ci piace, le nostre fotografie saranno sempre vuote, è inevitabile.
Ed è per questo motivo che, soprattutto all’inizio, è importante scattare per il gusto di farlo, senza ansia da prestazione, senza aspettativa di like, di giudizio, ma farlo per il semplice benessere di conoscere e conoscerci, come poi avviene nella masturbazione, in cui si è da soli, liberi di sperimentare e senza la preoccupazione dell’altro.
Spesso invece chi inizia a fotografare pone la questione già in una maniera seria, quasi lavorativa ma senza esserlo in realtà: contatta le modelle che non sa né gestire né dirigere, non sa che stile realizzare, non ha la minima idea di come valorizzare il corpo con pose mirate e non ha un progetto in mente, quindi piazza queste donne in piedi per strada, in un’ex fabbrica o in studio col rotolone di carta come sfondo e il lavoro è concluso. Le fotografie secondo voi come potranno essere se non vuote ?
Ricordiamoci che prima di essere fotografi dobbiamo essere comunicatori o quanto meno avere un’idea in testa di ciò che vogliamo trasmettere.
Buona masturbazione fisica e mentale a tutti. 😀

Come levigare la pelle nel ritratto con photoshop

blog, Retroscena del Ritratto

In tanti mi avete chiesto come si fa a levigare la pelle in stile editoriale, così ho pensato di dedicare un articolo a questa lesta lezione di ritocco.
Come ogni cosa photoshop ti offre diverse strade per arrivare all’obiettivo, questa è senza dubbio quella più utilizzata nel settore della moda e del ritocco e a mio avviso anche la più veloce.

Personalmente non amo i ritratti dove c’è troppa post produzione estetica perché il soggetto sembra perdere in autenticità e tridimensionalità, tuttavia se fatta bene come per il make-up realizzato sapientemente, può dare degli effetti molto positivi.
La prima cosa da fare è importare la nostra foto in photoshop e ingrandirla a sufficienza,
duplicare il livello e a sinistra scegliere lo strumento Pennello correttivo al volo, selezionato su “in base al contenuto” con una grandezza non eccessiva.
Passare sugli inestetismi della pelle, cliccandoci sopra o trascinando il mouse e vedremo che in questo caso i nei del nostro soggetto spariscono.
Una volta che abbiamo eliminato il grosso degli inestetismi che creano disturbo, duplichiamo nuovamente il livello. Ora seguite questi passaggi:
Immagine – regolazione- inverti (e abbiamo l’immagine in negativo)

A destra impostiamo su luce vivida


Filtro – altro – accentua passaggio – valore su 24


Filtro – sfocatura – controllo sfocatura – valore su 6


A destra in basso cliccate sulla maschera vettoriale (il quadratino con il cerchio nero all’interno) come in figura.

Immagine – regolazione- inverti per fare in modo che la maschera vettoriale da bianca diventi nera.
Ora dobbiamo agire col pennello, quindi a destra nella nostra barra degli strumenti clicchiamo su pannello, con il colore impostato su bianco, grandezza del pennello giusto per la zona che dobbiamo trattare e flusso 97% circa (a vostra scelta) .
Passare il pennello su tutta la pelle evitando di passare sugli occhi, bocca, capelli e il contorno viso (in pratica i bordi) .


E il gioco è fatto!
Se il risultato non vi piace perché lo trovate eccessivo, vi consiglio di modificare l’opacità del vostro livello (a destra): anziché 100 provate 50 %.

E per non farci mancare nulla ho creato anche un video. Essendo il primo mio è fatto col cellulare, magari i prossimi saranno più stabili 😉

Vuoi fotografare? Lascia la fotocamera e vivi.

blog, Retroscena del Ritratto

Un titolo provocatorio? Non direi, anzi credo nasconda il segreto per fare delle foto autentiche.
Un giorno ho guardato un film, una commedia, di per sé il film non mi ha colpito particolarmente, ma una frase è stata fonte di riflessione, anzi di illuminazione riguardo ad un concetto che condivido in pieno. La storia ruota intorno ad un padre separato e scrittore di successo che cresce i suoi due figli, una ragazza e un ragazzo entrambi adolescenti ed entrambi con la passione della scrittura. La figlia più grande ha un carattere ribelle, indipendente e vive ogni istante al massimo, non curandosi del parere altrui, vive ogni occasione che la vita le presenta; ha già scritto un paio di libri di successo.
Il figlio minore ha un carattere riservato, solitario, maturo, è molto diligente a scuola forse troppo e non ha amici né ragazze. Il tempo libero lo passa sempre da solo tentando di scrivere anche lui un romanzo senza però riscontri.
Il padre in un passaggio del film lo esorta a chiudere i libri di scuola e il romanzo e vivere di più, perché solo vivendo, cadendo e provando emozioni sarà poi in grado di raccontare ciò che ha vissuto in prima persona e di lasciarsi andare, correre dei rischi.
Effettivamente il suggerimento non fa una piega, è logico e di buon senso, ma quanti di noi, nella nostra vita, lo mettiamo in pratica soprattutto se ci occupiamo di arte o di comunicazione ?
Come fai a raccontare le sfumature delle emozioni se non le hai vissute?
Come fai ad intuire o immaginare uno stato d’animo, un’insicurezza, la fragilità, la forza, la rabbia, la vulnerabilità che vedi nel soggetto da ritrarre se vivi nella tua fortezza fatta di certezze, di giudizi stanti e mai messi in discussione?
E ancora…
«L’arte del romanzo mi ha insegnato che condividendo le nostre segrete vergogne diamo avvio alla nostra liberazione».
 [cit. Orhan Pamuk ] – premio Nobel 2006
Essere fotografi, scrittori, musicisti, artisti in genere, significa prendere coscienza delle proprie ferite interiori e raccontarle agli altri che le riconoscono per averle provate in prima persona, magari senza esserne consapevoli.
Non solo quindi il vivere la vita ci permette di conoscerci meglio come persone e poi come comunicatori di emozioni, ma ci permette tante volte di liberarci, perché sappiamo bene quanto le certezze spesso siano gabbie rassicuranti che noi stessi ci creiamo, ma liberarcene attraverso l’arte, la fotografia spesso è molto liberatorio.

I Ritratti intimi di Frida Kahlo

blog, Parlando di fotografia

Frida Kahlo (1907-1954) è forse uno dei volti femminili più noti del panorama artistico di tutti i tempi, e non solo in Messico, suo paese di origine.
Attraverso i suoi autoritratti, ha mostrato al mondo un nuovo modo di esprimere la femminilità e ne è diventata essa stessa l’icona. La sua forte personalità e il suo spirito indipendente e passionale le hanno permesso di affrontare una vita travagliata con serenità e determinazione.
In questo articolo troviamo ritratti intimi fatta alla pittrice, i primi 9 sono stati realizzata dall’amica e fotografa Lucienne Bloch, i successivi li ho trovati in internet.

Lucienne Bloch incontrò Frida Kahlo grazie all’artista Diego Rivera e marito di Frida. Divenne uno dei riferimenti principali della coppia e un’amica preziosa per la pittrice, restandole accanto nei momenti più difficili della sua travagliata vita.
Lucienne Bloch fu una prolifica artista elvetica, figlia del compositore Ernest Bloch. Nata in Svizzera, si trasferì con la sua famiglia in America a causa della crescente tensione dei venti di guerra e dell’antisemitismo europei. A 15 anni frequentò il Cleveland Institute of Art e in seguito l’Ecole National et Superier des Beaux Arts di Parigi.

La Bloch conobbe la celebrità durante l’amicizia con la prolifica coppia di artisti messicani, che influenzò profondamente lo stile artistico della fotografa svizzera, che sarà a stretto contatto con la coppia per oltre 6 anni. Le strade di Frida e di Lucienne si divideranno nel 1938, quando la fotografa si trasferì in Michigan al seguito del marito, ma la reciproca influenza nei loro lavori rimarrà visibile per il resto della loro vita.
Le 9 fotografie sotto sono state realizzate dall’amica in un soggiorno a New York.

Sotto invece altri ritratti di Frida Kahlo trovati in internet

 

 

Thérèse Le Prat e i suoi ritratti di suore (1930-1960)

blog, I grandi fotografi, Parlando di fotografia

Thérèse Le Prat nata nel 1895 a Pantin, fu una fotografa ritrattista francese attiva in tutto il mondo fra gli anni ’30 e gli anni ’60.
Dopo il suo divorzio dall’editore Guillaume Le Prat, nei primi anni ’30 divenne fotoreporter
nella Compagnia des Messageries Maritimes , grazie all’indipendenza, alla libertà e alla grande cultura che possedeva, fotografando fra Asia, Oceania e Africa.
I suoi lavori furono pubblicati nel libro  “En Votre Gravité, Visages”  del 1966

 

 

Gli ex-amici nelle foto quando non c’erano ancora i social

blog, Parlando di fotografia, Storia della fotografia

Oggi con la nascita dei social se si interrompe un rapporto di amicizia o di coppia, non ci si sente più nella vita reale e sui social basta il tastino rimuovi dagli amici per vedere scomparire la persona, ma nel 900 con le fotografie custodite gelosamente quali stratagemmi venivano adottati per non vedere più il viso o il corpo dell’ex- amico o ex compagno?
Ecco sotto un’interessante e bizzarra galleria di foto recuperate in internet che ci mostra varie soluzioni  al riguardo.

Evoluzione del Ritratto nella storia dell’arte #01

blog, Il Ritratto nell'Arte, Parlando di fotografia

Come cambia il Ritratto nella storia dell’arte ?
In questo blog troverete nelle prossime settimane degli approfondimenti sul tema, vi consiglio pertanto di cliccare su segui per ricevere gli articoli via mail.
Iniziamo ora con questo articolo estremamente interessante, il materiale l’ho trovato dal sito e blog Didatticarte.it (blog pluripremiato per la divulgazione dei beni culturali).

Sotto possiamo vedere un’infografica basata sulla linea del tempo realizzata da Emanuela Pulvirenti dal sito e blog http://www.didatticarte.it/Blog/
A sinistra le date, al centro le opere, a destra le didascalie. Andando dall’alto verso il basso si può andare avanti nel tempo e, se vi interessa scaricare l’immagine in alta risoluzione, basta cliccare su di essa (è consentito).

infografica-volto-arte-hr

Sotto invece un video spettacolare realizzato da Philip Scott Johnson, digital artist americano, in cui ha montato in un unica sequenza “Cinquecento anni di ritratti femminili nell’arte occidentale”.

Un altro video che consiglio di vedere sempre di Philip Scott Johnson è  “Visages d’art”, epoche e culture si mescolano sapientemente per un risultato ancora più sorprendente!

Leggi anche https://ilritrattofotografico.com/2019/01/27/ritratti-nel-cinema-evoluzione-del-divo-dalle-origini-ad-oggi/

FOTOGRAFARE LE DONNE: nuovo corso

blog

fotografareledonnes
FOTOGRAFARE LE DONNE corso in 3 lezioni
Il corso offre le basi per fotografare ogni tipologia di donna senza esperienza di posa, stimola a guardare l’unicità di ogni soggetto e a raccontarne la bellezza e il carattere.

1° lezione il Ritratto:

Il corso mira ad imparare e/o migliorare la capacità di interazione col soggetto, stimolando ed allenando la sensibilità del fotografo; creare una relazione autentica, catturare emozioni, abbattere resistenze proprie lasciandosi andare all’altro al fine di creare una connessione indispensabile per ottenere un Ritratto che racconta ed emoziona. Capacità di vedere ma soprattutto di sentire l’altro, raccontarlo e valorizzarlo sono gli obiettivi di questa lezione. Confronto tra luce naturale e luce artificiale, usando anche i modificatori della luce (softbox, beauty dish, pannelli) .

2° lezione Boudoir – Ritratto sensuale:
significato della fotografia boudoir, set fotografico, guardaroba, accessori
conoscenza delle pose boudoir più utilizzate (letto, divano, poltrona, sedia, in piedi, allo specchio, finestra)
errori da evitare e consigli utili per valorizzare la donna a seconda della corporatura
le mani : come creare eleganza e sensualità
accenno post produzione estetica

3° lezione Nudo Artistico statico ispirato alla scultura e alla pittura

osservazione e studio del corpo femminile
esercitazione con scatti finali ispirati alla scultura greca, Canova
esercitazione con scatti finali ispirati alla pittura del 600 ( Fiamminga, Vermeer, Caravaggio)

Per ogni lezione seguirà la valutazione e analisi delle foto scattate al corso al fine di evitare di ripetere gli stessi errori.
Maggiori informazioni : https://www.mkzphoto.com/corsi