MANIPOLARE LA LUCE NEL RITRATTO 

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Nei corsi di Ritratto insegno a manipolare la luce
(naturale- artificiale- softbox, beauty dish, pannelli)
laboratorio 100% pratico – Milano
https://www.mkzphoto.com/corsi

Come levigare la pelle nel ritratto con photoshop

blog, Retroscena del Ritratto

In tanti mi avete chiesto come si fa a levigare la pelle in stile editoriale, così ho pensato di dedicare un articolo a questa lesta lezione di ritocco.
Come ogni cosa photoshop ti offre diverse strade per arrivare all’obiettivo, questa è senza dubbio quella più utilizzata nel settore della moda e del ritocco e a mio avviso anche la più veloce.

Personalmente non amo i ritratti dove c’è troppa post produzione estetica perché il soggetto sembra perdere in autenticità e tridimensionalità, tuttavia se fatta bene come per il make-up realizzato sapientemente, può dare degli effetti molto positivi.
La prima cosa da fare è importare la nostra foto in photoshop e ingrandirla a sufficienza,
duplicare il livello e a sinistra scegliere lo strumento Pennello correttivo al volo, selezionato su “in base al contenuto” con una grandezza non eccessiva.
Passare sugli inestetismi della pelle, cliccandoci sopra o trascinando il mouse e vedremo che in questo caso i nei del nostro soggetto spariscono.
Una volta che abbiamo eliminato il grosso degli inestetismi che creano disturbo, duplichiamo nuovamente il livello. Ora seguite questi passaggi:
Immagine – regolazione- inverti (e abbiamo l’immagine in negativo)

A destra impostiamo su luce vivida


Filtro – altro – accentua passaggio – valore su 24


Filtro – sfocatura – controllo sfocatura – valore su 6


A destra in basso cliccate sulla maschera vettoriale (il quadratino con il cerchio nero all’interno) come in figura.

Immagine – regolazione- inverti per fare in modo che la maschera vettoriale da bianca diventi nera.
Ora dobbiamo agire col pennello, quindi a destra nella nostra barra degli strumenti clicchiamo su pannello, con il colore impostato su bianco, grandezza del pennello giusto per la zona che dobbiamo trattare e flusso 97% circa (a vostra scelta) .
Passare il pennello su tutta la pelle evitando di passare sugli occhi, bocca, capelli e il contorno viso (in pratica i bordi) .


E il gioco è fatto!
Se il risultato non vi piace perché lo trovate eccessivo, vi consiglio di modificare l’opacità del vostro livello (a destra): anziché 100 provate 50 %.

E per non farci mancare nulla ho creato anche un video. Essendo il primo mio è fatto col cellulare, magari i prossimi saranno più stabili 😉

LE POSE BOUDOIR (nuovo libro)

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Raccontare il soggetto, comunicare l’emozione che prova in quel momento e al contempo saperlo valorizzare è l’ambizioso compito del fotografo ritrattista.
Il fotografo Boudoir non solo crea un ritratto, ma durante il servizio fotografico deve curare ogni dettaglio, dal set al guardaroba cercando di creare quell’armonia e quell’eleganza che differenziano questo genere fotografico dalla fotografia erotica più audace. Ecco che avere in mente delle pose suggerite a seconda della corporatura, può essere utile per potersi concentrare maggiormente sul soggetto, soprattutto all’inizio quando non si ha acquisito ancora quella dimestichezza nel nascondere eventuali inestetismi.
Un libro illustrato dedicato alle pose nella fotografia Boudoir, con un’ampia galleria di immagini (ben 350) che spiegano al meglio come valorizzare ogni tipologia di donna, facendola apparire naturale, sexy e sicura di sé, anche tenendo conto delle differenti corporature.
https://www.micaelazuliani.com/libridifotografia

LEPOSE_copertinaconschermate
Per richiedere una copia in pdf scrivere una mail a info.micaelazuliani@gmail.com
La copia cartacea sarà negli store a fine marzo.

Vuoi fotografare? Lascia la fotocamera e vivi.

blog, Retroscena del Ritratto

Un titolo provocatorio? Non direi, anzi credo nasconda il segreto per fare delle foto autentiche.
Un giorno ho guardato un film, una commedia, di per sé il film non mi ha colpito particolarmente, ma una frase è stata fonte di riflessione, anzi di illuminazione riguardo ad un concetto che condivido in pieno. La storia ruota intorno ad un padre separato e scrittore di successo che cresce i suoi due figli, una ragazza e un ragazzo entrambi adolescenti ed entrambi con la passione della scrittura. La figlia più grande ha un carattere ribelle, indipendente e vive ogni istante al massimo, non curandosi del parere altrui, vive ogni occasione che la vita le presenta; ha già scritto un paio di libri di successo.
Il figlio minore ha un carattere riservato, solitario, maturo, è molto diligente a scuola forse troppo e non ha amici né ragazze. Il tempo libero lo passa sempre da solo tentando di scrivere anche lui un romanzo senza però riscontri.
Il padre in un passaggio del film lo esorta a chiudere i libri di scuola e il romanzo e vivere di più, perché solo vivendo, cadendo e provando emozioni sarà poi in grado di raccontare ciò che ha vissuto in prima persona e di lasciarsi andare, correre dei rischi.
Effettivamente il suggerimento non fa una piega, è logico e di buon senso, ma quanti di noi, nella nostra vita, lo mettiamo in pratica soprattutto se ci occupiamo di arte o di comunicazione ?
Come fai a raccontare le sfumature delle emozioni se non le hai vissute?
Come fai ad intuire o immaginare uno stato d’animo, un’insicurezza, la fragilità, la forza, la rabbia, la vulnerabilità che vedi nel soggetto da ritrarre se vivi nella tua fortezza fatta di certezze, di giudizi stanti e mai messi in discussione?
E ancora…
«L’arte del romanzo mi ha insegnato che condividendo le nostre segrete vergogne diamo avvio alla nostra liberazione».
 [cit. Orhan Pamuk ] – premio Nobel 2006
Essere fotografi, scrittori, musicisti, artisti in genere, significa prendere coscienza delle proprie ferite interiori e raccontarle agli altri che le riconoscono per averle provate in prima persona, magari senza esserne consapevoli.
Non solo quindi il vivere la vita ci permette di conoscerci meglio come persone e poi come comunicatori di emozioni, ma ci permette tante volte di liberarci, perché sappiamo bene quanto le certezze spesso siano gabbie rassicuranti che noi stessi ci creiamo, ma liberarcene attraverso l’arte, la fotografia spesso è molto liberatorio.

Matthieu Bourel e i suoi collage surreali

blog, Parlando di fotografia

Il lavoro di Matthieu Bourel, artista francese, consiste nel creare collage in una sequenza di tagli ripetuti che distruggono immagini di modelli e soprattutto attori di Hollywood, (quest’ultimi conosciuti per aver mostrato un’immagine di perfezione, giovinezza, glamour) permettendogli di ottenere foto ma soprattutto GIF animate. I volti in alcune opere si “staccano” trasformandosi in maschere che rivelano però una sequenza infinita di più facce amovibili sotto.

Matthieu Bourel, Self-confidence / Autonomy (2014)

Matthieu affronta quindi il tema della duplicità, realizzando attraverso i suoi tagli un’indagine psicologica nei meandri della complessa psiche umana. La sua opera diventa così il mezzo stesso che porta ad un’analisi su noi stessi.
Il suo lavoro, che lui definisce “data-ismo”, colpisce la mente e la memoria del pubblico, ipnotizzandolo, distorcendo la realtà. La ripetizione infinita di alcuni elementi di un ordinario ritratto diventa un commento sulla società, sul comportamento umano e le credenze, rivelando le intenzioni nascoste, maschera dopo maschera, fino a quando non rimane più nulla tranne che la verità.
Ogni ritratto non appare più chiaro e coerente ma acquisisce un tocco un po’ inquietante, surreale. In particolar modo questi sono compresi nel lavoro chiamato dall’artista Duplicity Serie, ma sono presenti una quantità infinita di esempi ulteriori del lavoro di Bourel sul tema in questione.

Il sito completo : http://www.dojo.electrickettle.fr/

collage-entertainment-15

“Il collage è uno strumento supersensibile e scrupolosamente accurato, simile a un sismografo, che è in grado di registrare l’esatta quantità di possibilità di felicità umana in qualsiasi periodo.” 
Max Ernst. Citato in Saranne Alexandrian Surrealist Art (1970)

Fonte: OURMASKINART

Gli ex-amici nelle foto quando non c’erano ancora i social

blog, Parlando di fotografia, Storia della fotografia

Oggi con la nascita dei social se si interrompe un rapporto di amicizia o di coppia, non ci si sente più nella vita reale e sui social basta il tastino rimuovi dagli amici per vedere scomparire la persona, ma nel 900 con le fotografie custodite gelosamente quali stratagemmi venivano adottati per non vedere più il viso o il corpo dell’ex- amico o ex compagno?
Ecco sotto un’interessante e bizzarra galleria di foto recuperate in internet che ci mostra varie soluzioni  al riguardo.

Ritratti nel cinema: evoluzione del divo dalle origini ad oggi

blog, Il Ritratto nell'Arte, Parlando di fotografia

Due video realizzati da Philip Scott Johnson, il primo raffigurante le donne che hanno fatto la storia del cinema dalle origini ad oggi, nel secondo la stessa evoluzione ma stavolta con gli uomini.

Leggi anche Il Ritratto nella storia dell’arte #01

 

Evoluzione del Ritratto nella storia dell’arte #01

blog, Il Ritratto nell'Arte, Parlando di fotografia

Come cambia il Ritratto nella storia dell’arte ?
In questo blog troverete nelle prossime settimane degli approfondimenti sul tema, vi consiglio pertanto di cliccare su segui per ricevere gli articoli via mail.
Iniziamo ora con questo articolo estremamente interessante, il materiale l’ho trovato dal sito e blog Didatticarte.it (blog pluripremiato per la divulgazione dei beni culturali).

Sotto possiamo vedere un’infografica basata sulla linea del tempo realizzata da Emanuela Pulvirenti dal sito e blog http://www.didatticarte.it/Blog/
A sinistra le date, al centro le opere, a destra le didascalie. Andando dall’alto verso il basso si può andare avanti nel tempo e, se vi interessa scaricare l’immagine in alta risoluzione, basta cliccare su di essa (è consentito).

infografica-volto-arte-hr

Sotto invece un video spettacolare realizzato da Philip Scott Johnson, digital artist americano, in cui ha montato in un unica sequenza “Cinquecento anni di ritratti femminili nell’arte occidentale”.

Un altro video che consiglio di vedere sempre di Philip Scott Johnson è  “Visages d’art”, epoche e culture si mescolano sapientemente per un risultato ancora più sorprendente!

Leggi anche https://ilritrattofotografico.com/2019/01/27/ritratti-nel-cinema-evoluzione-del-divo-dalle-origini-ad-oggi/

FOTOGRAFARE LE DONNE: nuovo corso

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fotografareledonnes
FOTOGRAFARE LE DONNE corso in 3 lezioni
Il corso offre le basi per fotografare ogni tipologia di donna senza esperienza di posa, stimola a guardare l’unicità di ogni soggetto e a raccontarne la bellezza e il carattere.

1° lezione il Ritratto:

Il corso mira ad imparare e/o migliorare la capacità di interazione col soggetto, stimolando ed allenando la sensibilità del fotografo; creare una relazione autentica, catturare emozioni, abbattere resistenze proprie lasciandosi andare all’altro al fine di creare una connessione indispensabile per ottenere un Ritratto che racconta ed emoziona. Capacità di vedere ma soprattutto di sentire l’altro, raccontarlo e valorizzarlo sono gli obiettivi di questa lezione. Confronto tra luce naturale e luce artificiale, usando anche i modificatori della luce (softbox, beauty dish, pannelli) .

2° lezione Boudoir – Ritratto sensuale:
significato della fotografia boudoir, set fotografico, guardaroba, accessori
conoscenza delle pose boudoir più utilizzate (letto, divano, poltrona, sedia, in piedi, allo specchio, finestra)
errori da evitare e consigli utili per valorizzare la donna a seconda della corporatura
le mani : come creare eleganza e sensualità
accenno post produzione estetica

3° lezione Nudo Artistico statico ispirato alla scultura e alla pittura

osservazione e studio del corpo femminile
esercitazione con scatti finali ispirati alla scultura greca, Canova
esercitazione con scatti finali ispirati alla pittura del 600 ( Fiamminga, Vermeer, Caravaggio)

Per ogni lezione seguirà la valutazione e analisi delle foto scattate al corso al fine di evitare di ripetere gli stessi errori.
Maggiori informazioni : https://www.mkzphoto.com/corsi

IL RITRATTO E’ SEDUZIONE

blog, Retroscena del Ritratto

Ritrarre è questione di seduzione!
La frase può apparire alquanto bizzarra, in realtà è il segreto forse più importante che gran parte delle persone che si approcciano al ritratto non considerano minimamente.
Un buon seduttore è colui che ha interesse verso la persona, dimostra curiosità, pone domande, la osserva e cerca di coglierne la personalità.
Il tono di voce, l’atteggiamento è rilassato, accogliente, non prevarica.

Se pensiamo al venditore, i primi insegnamenti in fatto di vendita sono quelli di mostrare curiosità verso il cliente,  sondare quali sono gli interessi e puntare su quelli per avvicinarsi ed entrare in empatia.
Se ci pensiamo è vero, diamo fiducia all’altro quando ci sentiamo ascoltati, compresi, capiti, accettati.

Il ritratto a differenza degli altri generi fotografici parla del soggetto, scontato direte voi eppure per raccontare ciò che abbiamo di fronte dobbiamo conoscerlo, altrimenti avremo una foto superficiale, vuota, che non racconta e non emoziona.

Come nella fotografia sportiva è necessario conoscere le dinamiche del gioco che si va a fotografare; come in un evento folcloristico o un reportage si deve conoscere ed anticipare ciò che avverrà per essere pronti a raccontarne gli sviluppi e i punti di vista differenti; come nel fotografare un certo animale bisogna informarsi su abitudini, tempi, nel ritratto sembra che la conoscenza del soggetto sia un elemento scontato o da non prendere in considerazione.

Ecco che l’errore più frequente che vedo ai miei corsi è proprio quello di dimenticarsi della persona e iniziare a scattare. Ma scattare cosa ?
Non si chiede il nome, non si parla, non ci si interessa, non si comunica ciò che si vorrebbe avere dalla fotografia che si ha in mente, lasciando il soggetto abbandonato a se stesso come fosse in mezzo al mare.
Chiedendo ai modelli, la sensazione più volte vissuta e riferita è proprio questa : l’abbandono in mezzo al mare, con una persona che scatta e non dice nulla se non parole come “alza il braccio, guarda fuori, gira la testa, siediti, stai in piedi.”

Se fotografiamo una partita di tennis, raccontiamo il nostro punto di vista, così se fotografiamo un cane che corre, ma la pallina da tennis ci comunica qualcosa ? Il cane che corre, l’atto degli arti tesi comunica qualcosa a noi che fotografiamo?
Personalmente il ritratto lo intendo come un incontro, che può durare una frazione di secondo o di più, è un contatto, una connessione che si crea tra due persone, due anime, due sensibilità, due mondi. E’ un atto d’amore perché in quell’istante decidiamo insieme di venirci incontro l’uno verso l’altro, di comprenderci, di capirci, accettarci, INCONTRO che può avvenire solo con generosità, dandosi e anche perdendoci.
Ecco che se non c’è interesse, se non si ha voglia di conoscere la persona che abbiamo di fronte, non abbiamo voglia di violentarci per la nostra timidezza che ci blocca, se non proviamo a conoscerla e a capirla, il ritratto non potrà mai esserci.
E’ sicuramente uno scambio che tuttavia è diretto da un regista o da un seduttore: il ritrattista.

Ma non solo! Sedurre significa letteralmente portare a sé, ecco che se noi siamo dei seduttori potenziali, non solo riusciremo a conoscere la persona, creare quella fiducia necessaria, ma riusciremo anche a convincerla con il gioco, la leggerezza, il compiacimento delle nostre idee a far fare cose che inizialmente avrebbe rifiutato e questo semplicemente perché la persona si fida di noi e ha deciso di lasciarsi andare prendendo la nostra mano verso il salto nel buio che è il Ritratto.

E per ultimo ….. il ritratto è seduzione, è amore, perché l’oggetto del tuo amore anche solo di un istante, lo vuoi valorizzare, non lo vuoi imbruttire, schiacciare o rendere ridicolo o insignificante.

E non ci sono luci, flash, modelle professioniste esperte che tengano, se uno non si interessa a chi sta fotografando non potrà portare a casa un buon scatto che emoziona.

Ricordatevi che i complimenti e le lusinghe fanno pavoneggiare chiunque.

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